Eleganza senza tempo: i classici del design da Eames a Henningsen

La parola"classico" viene usata spesso in modo inflazionistico. Ma i "veri" classici del design sono oggi come allora inconfondibili - che siano poltrone come la Lounge Chair di Eames, sedie come la S 64 o lampade come l'Artichoke.

Eleganza senza tempo: i classici del design da Eames a Henningsen

"Una sedia è un oggetto molto complicato. Un grattacielo è quasi più semplice". Questo disse il famoso architetto Mies van der Rohe nel 1957 al "Time Magazine". Ma questo non gli ha impedito di accettare la sfida - e di creare oltre a famosi edifici anche un paio di sedie diventate poi classici del design. Ma cosa rende un pezzo di design un "classico"? In primo luogo il tempo. Quando si parla di un classico non si parla di un certo valore ma di un certo essere senza tempo, diceva qualche anno fa l'allora curatore del Museum of Modern Art (MOMA) di New York, Stewart Johnson. Per la creazione di un futuro classico ci vuole anche sempre un pizzico di fortuna, continua Johnson, dato che nessuno può sapere se un buon pezzo di dimostrerà longevo - se si ha sfortuna è un hula hoop, se si ha fortuna si ha una sedia di Eames." Anche il designer Emilio Ambasz per la definizione si riferisce al classico delle sedie di Charles e Ray Eames: "delle sedie come queste sono delle grosse e forti querce nel bosco. Vincono il tempo".

Un classico, e anche questa è idea unanime di molti esperti di design, non deve necessariamente essere bello. Nel design non si tratta di questo, ritiene il giornalista Derren Bedfellow. Ma si tratta soprattutto dell'unione fra forma e funzione, in cui niente è superfluo né utile, ma in cui tutti gli elementi collaborano così che l'oggetto compia il suo scopo in maniera elegante. E ovviamente si tratta della riconoscibilità, dell'unicità e della visione in forma e materiali. Un classico del design si riconosce.

Lounge Chair Eames

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Uno di questo pezzi inconfondibili è la Lounge Chair di Charles e Ray Eames dell'anno 1956, che, con il poggiapiedi combinato, fino ad oggi viene prodotto da Herman Miller negli USA e in Australia e da Vitra in Europa. È immediatamente riconoscibile dal rivestimento curvo in legno di seduta e schienale. Un'icona del design moderno - e pezzo di esposizione al MOMA  e all'Art Institute di Chicago e soggetto di innumerevoli libri sul design. La Lounge Chair è il perfetto classico moderno. Charles e Ray Eames hanno ideato questa comoda poltrona come regalo al loro amico, il regista Billy Wilder ("A qualcuno piace caldo"). Iniziata la produzione nel 1956, il produttore si è impegnato a portare il più possibile nella produzione di massa il manufatto dei designer - tuttavia alcuni dei materiali come la pelle secondo Herman Miller sono stati adattati negli anni per garantire durabilità e resistenza. 

Come la Lounge Chair Eames, anche la "Chaiselongue LC4", lanciata nel 1928 dall'architetto svizzero Le Corbusier, si trova nella collezione del MOMA. Questa geniale, piana e immensamente comoda chaiselongue regolabile deve il suo soprannome "relaxing machine" alla sua forma, che rispecchia le curve naturali del corpo umano - e allo stesso tempo è sospesa sulla sua struttura. Tre anni prima Marcel Breuer aveva lanciato una sedia con un telaio di tubi, la sedia Wassilly o Modello B3, che è diventata altrettanto un classico. Con l'impiego di tubi di metallo gli esperti facevano rientrare nella produzione dei mobili un'estetica industriale e razionale. Marcel Breuer viene citato nel sito del museo di design di Weil am Rhein come segue: "questi mobili di metallo non dovrebbero esser altro che gli apparecchi necessari alla vita di oggi". Mentre la sedia Wassilly è stata prodotta solo negli anni 1926 e 1927, la chaiselongue LC4 di Le Corbusier può essere ordinata ancora oggi. 

Il design senza tempo porta quasi inevitabilmente all'imitazione e alla produzione di copie più economiche. Un esempio di ciò è la "S 64" (o B 64) di Marcel Breuer dell'anno 1929, una sedia lineare con seduta e schienale di canniccio. Quasi tutti noi abbiamo avuto la possibilità di sederci su una sedia apparentemente identica. Ma Breuer non è stato l'ideatore di questo design geniale, che prese le distanze dalla rappresentazione della sedia che deve poggiare necessariamente su quattro gambe. Secondo il sito del museo del design di Weil am Rhein già nel 1926 l'architetto olandese Mart Stam aveva avuto un'idea simile, realizzata poi nel 1927 da Ludwig Mies van der Rohe per primo con il suo modello MR 10. Marcel Breuer ha adattato l'idea, combinato la struttura tubolare con le cornici di legno di sedile e schienale - e dato quindi il suo più grande successo commerciale al mondo.

Anche dell'anno 1929 è la poltrona che Mies van der Rohe progettò in occasione dell'Esposizione universale di Barcellona del 1929 per i re di Spagna. Per la poltrona il designer tedesco-americano si è ispirato alla "sella curule" dell'antica Roma - la "poltrona Barcelona" è diventata rapidamente un classico. Lo stesso Van der Rohe descrisse la confortevole poltrona "significativa ed elegante". Il supporto era di sbarre di acciaio cromate saldate a mano, il rivestimento in pelle.

Il design geniale non deve essere troppo appariscente e può brillare solo attraverso l'eleganza sobria, e lo dimostra il designer danese Arne Jacobsen quando lancia nel 1952 una sedia che grazie alla sua forma ottiene il nome "Ant" (formica). Seduta e schienale sono ricavati da un'unica lastra continua di legno, infatti Jacobsen per la lavorazione dell'elegante impiallacciatura ha usato una tecnica del tutto nuova: utilizzava il vapore, che permetteva di deformare le piastre in due direzioni. Nel 1955 Jacobsen introdusse una versione a quattro zampe che, come il suo predecessore, poteva essere impilata facilmente. Entrambe le versioni, prodotte da Fritz Hansen A/S, sono diventate bestseller - e lo sono rimaste fino ad oggi.

Il design classico non invita solo a prendere posto a sedere - può anche mettere gli spazi in una migliore luce. Nel 1962 i fratelli Pier Giacomo e Anchille Castiglioni hanno creato per il produttore Flos una lampada da terra che oggi è persino esposta nel Museum of Modern Art a New York. Anche "Arco" appartiene ai classici del design per eccellenza, perché i fratelli Castiglioni sono riusciti a far pendere come per magia una paralume da una lampada da terra in modo elegante e geniale. Arco combina i vantaggi di una lampada da terra con quelli di una da soffitto - è stata la prima lampada da terra che grazie alla sua struttura in quattro parti e al braccio regolabile in altezza poteva illuminare una tavola. La sua stabilità è assicurata da un pesante blocco di marmo di più di 60 chili. 

Lampadario PH Artichoke

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Gode di un simile status di icona un'altra lampada, creata nel 1958 dal danese Poul Henningsen per il ristorante "Langelinie Pavillonen" a Copenhagen (dove è appeso ancora oggi) e conosciuto in tutto il mondo come carciofo. Il "PH Artichoke", del produttore danese di illuminazioni Louis Poulsten, è vistoso a causa del suo design insolito: è composto da 72 "fogli di metallo" bianchi che spuntano da 12 rami di acciaio e producono una luce anabbagliante da ogni angolazione. 

Veri classici del design

Anche se queste due lampade sempreverdi non appartengono alle "grandi e forti querce in un bosco" secondo la definizione del designer Emilio Ambasz, sono più simili a "fari". Ma anche queste, come molti altri mobili del XIX secolo, sono sopravvissuti al tempo - e sono veri e propri classici del design.